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Il libro più bello che avete letto e perché

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AcquarioScimmia
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MessaggioOggetto: Il libro più bello che avete letto e perché   Mar Mag 13, 2008 7:25 pm

L'ombra del vento, di Carlos Ruiz Zafon
Un libro che mi ha lasciato il segno nel cuore e nell'anima. Un libro dolce e malinconico. Dolce perché parla di sentimenti, di amore, di quell'amore oggi tanto effimero e sfuggevole. Malinconico perché alla fine del libro ho avuto la sensazione di abbandonare degli amici.
Sensibile, profumato, perso nel tempo.....

La mia firma è un brano di questo libro.
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...leggere è un'arte in via di estinzione e che i libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi, e che la lettura coinvolge mente e cuore, due merci sempre più rare.
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CancroCavallo
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MessaggioOggetto: Re: Il libro più bello che avete letto e perché   Lun Mag 19, 2008 11:19 am

il maestro e margherita di michail bulgakov

Il romanzo alterna tre diverse situazioni e corrispondenti ambientazioni. La prima di queste è una Mosca degli anni Trenta del Novecento, in cui si trova in visita Satana nei panni di Woland (Воланд), un misterioso esperto di Magia Nera attorniato da una cricca di personaggi alquanto particolari: il valletto Fagotto (Коровьев), sempre vestito con abiti grotteschi, il gatto Begemot (o Behemot, a seconda delle traslitterazioni, o anche Ippopotamo, vero significato della parola russa Бегемот), il sicario Azazel (Азазель), il pallido Abaddon (Абадонна), con il suo sguardo mortale e la strega Hella (Гелла). Il gruppo porta scompiglio nell'alta società letteraria Sovietica, ed in particolare nella sede, presso la Casa Griboedov in cui ha sede la prestigiosa società di scrittori Massolit.

L'inizio del romanzo presenta un diretto confronto tra il capo di questa burocrazia letteraria, Berlioz (Берлиоз) e un gentiluomo forestiero che dice di possedere poteri magici, Woland, appunto. Testimone dell'incontro è il giovane poeta Ivan Bezdomnyj (Иван Бездомный, il cui cognome in russo significa "senza casa"): i suoi tentativi di catturare la banda e di informare tutti dei loro poteri magici lo porterà ad essere internato in un manicomio, perché ritenuto malato di schizofrenia. In questa nuova ambientazione, sia Ivan che il lettore entrano in contatto per la prima volta con il Maestro, un autore condotto alla disperazione dal rifiuto dimostrato nei confronti del suo romanzo su Ponzio Pilato, che ora vive in uno stato di totale lontananza dal mondo reale, e che ha voltato le spalle anche alla vita con la sua amante Margherita (Маргарита).
Fra le scene più importanti di questa parte si ricordano lo spettacolo di Magia Nera di Woland al Teatro, che mette a nudo la vanità, l'avarizia e la crudeltà dei cittadini di Mosca e la presa di possesso da parte di Woland e della sua banda dell'appartamento di Berlioz.

Nella seconda parte del libro facciamo la conoscenza di Margherita, la compagna del Maestro, che non ha rinunciato a ritrovare il suo amato. Il diavolo le propone un patto e lei accetta, trasformandosi in una strega con poteri soprannaturali e partecipando al ballo di mezzanotte di Satana, la notte che coincide con il Venerdì Santo. Quest'ultimo elemento costituisce un filo comune tra i tre livelli narrativi del romanzo, tra cui troviamo anche il tema della passione di Cristo.

La seconda ambientazione del libro è la Gerusalemme di Ponzio Pilato, descritta dalle parole di Woland che parla a Berlioz, e riecheggiata nelle pagine del romanzo del Maestro che tratta, appunto, dell'incontro tra Ponzio Pilato con Yeshua Ha-Nozri (Gesù), e della sua rassegnazione ai desideri di coloro che lo volevano morto.

Nella terza ambientazione Margherita costituisce una sorta di ponte di collegamento: avendo imparato a volare ed a controllare le proprie passioni (non senza vendicarsi dei letterari burocrati responsabili della disperazione dell'amato), entra nel mondo della notte, e vola nuda al di sopra delle fitte foreste e sui fiumi della Madre Russia, ed una volta purificata fa il suo ritorno a Mosca e prende parte al ballo del Diavolo. Al fianco di Satana accoglie tutti i personaggi tetri ed oscuri della storia che escono dalla porta aperta dell'Inferno.

Margherita sopravvive a questa prova senza cedere e si guadagna così, col dolore e l'integrità, la possibilità che il diavolo esaudisca il suo più profondo desiderio. Lei sceglie di rendere libero il suo Maestro e di vivere con lui in povertà ma con amore. In cambio di questo, Satana chiede al Maestro di rendere a sua volta la libertà a Ponzio Pilato. Tuttavia, ironicamente, né Dio né Satana trovano che questo stile di vita sia adatto a delle persone buone, così la coppia parte da Mosca con il Diavolo, la mattina della Domenica di Pasqua, e i due amanti, in un enigmatico finale, vengono lasciati insieme in un "eterno rifugio", dove trovano la serenità.
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MessaggioOggetto: Re: Il libro più bello che avete letto e perché   Mar Mag 20, 2008 1:34 pm

Carlo Cassola "La ragazza di Bube"

Una storia di gente semplice ambientata in Val d’Elsa alla fine della seconda guerra mondiale, in un periodo di forti tensioni politiche che spesso sfociavano nella violenza. Ed è proprio uno di questi scontri al centro de La ragazza di Bube. Pubblicato nel 1960, il romanzo è il ritratto di un’Italia che non c’è più, in cui i fratelli maggiori badano ai più piccini, i contatti con i coetanei avvengono nel cortile di casa, i giovani si danno ancora del lei e l’unico svago è il cinema domenicale.
Mara, ragazza di sedici anni, indipendente, testarda, sognatrice, ma anche immatura e inconsapevole è la vera protagonista del romanzo. Vive con il padre comunista militante, la madre e un fratello a Monteguidi. Bube è un ragazzo magro, timido, dall’infanzia difficile, sostanzialmente impreparato alla vita. E’ stato amico fraterno e compagno del fratellastro di Mara, Sante, ucciso dai tedeschi durante la Resistenza. Bube ha trovato nella lotta un’immagine di sé che lo soddisfa, ma che allo stesso tempo lo chiude in uno stereotipo. Quando Mara e Bube si conoscono nasce subito una simpatia. Per Mara, la guerra, l’arrivo degli Americani, i partigiani sono quasi uno spettacolo di cui godere con la stessa curiosità e avidità di un bambino. Ed è un gioco persino assistere alla vicenda di Bube innamorato di lei, un campo in cui sperimentare la propria civetteria e di cui potersi vantare con le amiche. Mara quasi senza accorgersene, senza una esplicita scelta si ritrova ad essere fidanzata con questo ragazzo che si atteggia a uomo. Bube è innamorato di lei, ha combattuto e sofferto con Sante ed è affascinante con la sua aria indifesa ed agguerrita al tempo stesso: il loro legame è perciò una naturale conseguenza.
Ma Bube si rende colpevole di un grave reato: durante un acceso litigio uccide il figlio del maresciallo. Il ruolo di duro, persino di vendicatore, acquisito nel periodo della Resistenza, lo ha intrappolato ancor prima della galera. Questo crimine infatti lo porterà in carcere per molti anni e segnerà in maniera indelebile la vita dei due giovani. Mara si ritrova legata a lui per la vita, in un ruolo che assorbe e comprende tutta la sua esistenza. Non più Mara, ma la “ragazza di Bube”. Queste le parole che rivolge a Stefano, un ragazzo a cui si era legata in assenza di Bube:

“Stefano, io non so se amo te o Bube; ma i miei sentimenti non c’entrano nella decisione che ho preso: io… sono la ragazza di Bube”. Ecco era così: lei era la ragazza di Bube; non poteva abbandonarlo; sarebbe stata un’inaudita vigliaccheria se lo avesse abbandonato ora che era in galera.

Decide di rimanergli accanto e di consolare il suo uomo, amareggiato, sconfitto, deluso dagli amici e dalla politica. Abbandona il mondo di sogni, fantasticherie e frivolezze dell’adolescenza e diviene, attraverso anni di dolore e sofferenza, una donna matura capace di guardare alla vita con coraggio e onestà. Reagisce alle avversità con energia e realismo. Il suo è un percorso difficile, sofferto, impegnato. Cassola con il suo linguaggio pulito, asciutto, sobrio ed elegante ha creato uno dei personaggi femminili più belli della nostra narrativa.

Questo libro mi è piaciuto molto, ma mi ha lasciato una grande malinconia, la sensazione di tante vite ingannate, sconfitte dal trascorrere degli anni e di giovinezza irrimediabilmente perduta.

“È cattiva la gente che non ha provato dolore. Perché quando si prova il dolore, non si può più voler male a nessuno”


Davvero molto bello, è il libro che più mi è piaciuto tra centinaia di libri letti....
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MessaggioOggetto: Re: Il libro più bello che avete letto e perché   Mar Mag 20, 2008 11:09 pm

ambientato in Toscana..davvero un bel libro..
ottima scelta Cinzia
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MessaggioOggetto: Re: Il libro più bello che avete letto e perché   Sab Mag 24, 2008 2:26 pm

dopo aver letto un romanzo di fantascienza "la doppia vita di Caliban", veramente brutto, ho letto in teno ieri Spiriti di Stefano Benni.
Con Spiriti, siamo in un futuro possibile dominato da un impero capeggiato da John Morton Max, "il presidente che non conta niente", poco impegnato a decidere la direzione del mondo e sempre in mezzo allo scandalo di turno, preferibilmente sessuale - c'è perfino un sito Internet che si occupa delle sue performances erotiche -. Il presidente di clintoniana ispirazione, su consiglio dei signori della guerra (militari e produttori di armi), ordina di organizzare un grande Megaconcerto di beneficenza sull'Isola per rilanciare le azioni della Dolce Guerra locale (perché nel futuro la guerra si combatte in stile soft e con intelligenza), in occasione del suo decimo anniversario. Nella sontuosa Villa Bianca, contornata da ampi spazi di ipererba nei quali il Presidente si diletta a giocar (male) a golf, scopriamo altri personaggi della storia: il mitico cane da salvataggio Baywatch, la conturbante stagista dagli occhi viola Melinda, le due rigide guardie del corpo Stan e Owl, il rude generale Ciocia, perennemente in tuta mimetica stonata col contesto ambientale. Alla fase organizzativa del Megaconcerto prenderanno parte anche alcuni prestigiosi esponenti del satellite imperiale di Usitalia: ai vertici del quale troviamo Berlanga (nome assonante alla realtà), una sorta di gangster mediatico, proprietario delle "Trivù" che trasmetteranno in mondovisione l'evento, un leader moderato sempre in litigio col sindaco moderista Rutalini. Con lo scorrere delle pagine arrivano anche le star dello spettacolo: Rik, l'idolo del momento, i britanni Bi Zuvnot, il cantante positivo neagico nuoverico Zenzero, i comici Belsito e Sapone, la cantante Madoska, verso la conclusione perfino un redivivo Elvis Presley. Ci sono tutti i più grandi, e al concerto arriveranno in massa tutti i fans, riempiendo di code chilometriche l'unica strada dell'Isola. Questa è soltanto la facciata ufficiale del romanzo: una realtà patinata e preconfezionata che il potere costituito vuole indurre nelle menti dei cittadini. Benni vi affianca anche una realtà alternativa e parallela, quella degli spiriti, appunto, mossi dal desiderio di riportare il mondo ad un sano equilibrio naturale. Tra di loro troviamo nomi come il focoso Kimala, il diplomatico Poros, il cacciatore Aladino, l'attore Behemot, Asmodeo spirito dei tonni e Ukobacco spirito delle zanzare: una galleria di spiriti (quasi) positivi ma divisi internamente, che troveranno coesione per frapporsi alla realtà senza uscita degli umani, procrasticata dal più oscuro tra tutti loro, ovvero Enoma, lo spirito dei tempi che corrono. Tempi bui, come si evince dalla storia. La schiera 'spirituale' si completa con folletti di seconda linea, sciamani ispirati e deviati, maghi di terz'ordine, e due gemelli magici nati nell'isola, Salvo e Miriam, che gli spiriti tenteranno di strappare al perfido disegno massmediatico ordito ai loro danni dai poteri ufficiali.
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MessaggioOggetto: Il libro + bello ke avete letto   Sab Mag 24, 2008 4:05 pm

La luna e i falò di Cesare Pavese
La storia è narrata dal protagonista,Anguilla,ke dopo aver trovato fortuna prima in Italia a Genovae poi in America,decide di ritornare in Italia,nella sua terrad'origime.
Qui si perde nei ricordi che rivive con l'amico Nuto e capisce quanto sia importante x ciascuno avere un paese,una famiglia,un punto di riferimento.
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MessaggioOggetto: Re: Il libro più bello che avete letto e perché   Dom Mag 25, 2008 3:14 pm

iris ha scritto:
La luna e i falò di Cesare Pavese
La storia è narrata dal protagonista,Anguilla,ke dopo aver trovato fortuna prima in Italia a Genovae poi in America,decide di ritornare in Italia,nella sua terrad'origime.
Qui si perde nei ricordi che rivive con l'amico Nuto e capisce quanto sia importante x ciascuno avere un paese,una famiglia,un punto di riferimento.

si..bel libro!
le langhe..e la provincia avolte triste, ma protettiva...
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